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La marca da bollo sulle ricevute di pagamento

Quando si riceve un compenso per una prestazione lavorativa occasionale, il collaboratore deve produrre una ricevuta di pagamento che indichi il motivo per cui riceve il compenso (l'oggetto del contratto), l'importo e la relativa ritenuta d'acconto del 20% che deve essere versata dal datore di lavoro in quanto sostituto d'imposta e deve apporre marca da bollo di € 2,00 se l'importo della collaborazione è superiore ad € 77,47 e non ha IVA.
Quindi nella ricevuta prodotta in seguito ad una collaborazione occasionale si applica solo la ritenuta d'acconto pari al 20% ma non l'IVA e si applica marca da bollo di € 2,00 (a carico del collaboratore) solo se il compenso supera € 77,47.

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Dare e avere sull'estratto conto bancario

Nell'estratto conto di banca troviamo in dare i movimenti che si riferiscono al denaro che esce dal conto corrente, mentre in avere abbiamo i movimenti che indicano il denaro versato e quello presente sul conto corrente. In dare troviamo il denaro a debito dal punto di vista del correntista mentre in avere si trova il denaro a credito. Rispetto le scritture contabili che movimentano il conto banca si rileva una situazione opposta non avendo in avere le uscite di banca e in dare le entrate. Questo dipende dal punto di vista di chi compila l'estratto conto e cioè la banca. Per la banca i nostri soldi depositati rappresentano un debito che essa ha nei nostri confronti mentre la restituzione dei soldi, ossia le spese che noi affrontiamo, diminuiscono tale debito.

Proforma e bozze di parcelle

I professionisti, prima di emettere fattura, devono essere pagati. Il documento consegnato prima della fattura è la bozza di parcella o il proforma (viene chiamato in diversi modi). In contabilità questo documento non si registra perché non è uno di quei documenti contabilmente rilevanti. Si registrerà solamente la relativa fattura che sarà emessa dal professionista in seguito all'avvenuto pagamento.

Richiamo dei decimi

Attenzione alle modalità con cui vengono richiamati i decimi. A me è capitato ultimamente che una società ha fatto assemblea dei soci, redigendo relativo verbale, per richiamare l'intero capitale sociale. Poi, dato che due dei soci volevano vendere le proprie quote (parlo di una s.r.l.), non hanno versato la loro quota in attesa di essere liquidati dal socio entrante. La comunicazione in CCIAA dell'avvenuto cambiamento a società con capitale sociale i.v. non è stata fatta nei termini e quindi è stata applicata sanzione amministrativa pari a euro 20,00.