Passa ai contenuti principali

Post

La marca da bollo sulle ricevute di pagamento

Quando si riceve un compenso per una prestazione lavorativa occasionale, il collaboratore deve produrre una ricevuta di pagamento che indichi il motivo per cui riceve il compenso (l'oggetto del contratto), l'importo e la relativa ritenuta d'acconto del 20% che deve essere versata dal datore di lavoro in quanto sostituto d'imposta e deve apporre marca da bollo di € 2,00 se l'importo della collaborazione è superiore ad € 77,47 e non ha IVA. Quindi nella ricevuta prodotta in seguito ad una collaborazione occasionale si applica solo la ritenuta d'acconto pari al 20% ma non l'IVA e si applica marca da bollo di € 2,00 (a carico del collaboratore) solo se il compenso supera € 77,47.

Rimborsi chilometrici con IVA

Le spese sostenute per nome e per conto del cliente sono fatturabili senza IVA. Infatti, secondo l'art. 15 della legge IVA (D.P.R. 633/72), solo le spese che sono anticipazioni per nome e per conto del cliente possono essere riportate in fattura senza IVA mentre le forfettizzazioni di spese devono essere ivate. Faccio due esempi: 1)Quando il commercialista deposita il bilancio d'esercizio sostiene un costo per nome e per conto del suo cliente quindi inserisce tale costo in fattura senza ivarlo. Quindi vedremo scritto € 127,00 senza IVA secondo quanto disposto dall'art. 15 del D.P.R. 633/72 perché la Camera di Commercio competente addebita tale importo allo Studio. 2)Quando invece un'azienda inserisce in fattura un rimborso spese chilometrico deciso forfait (ad esempio 0,20 € per km percorso) deve ivare tale costo se non ha a disposizione un piè di lista attendibile con intestazioni corrette delle relative fatture. L'importo va ivato perché non ci sono documenti c...

Fatturare con due numerazioni distinte

Si sa che la numerazione delle fatture emesse deve essere progressiva. Si parte all'inizio dell'anno con la fattura 1 e si procede di conseguenza. Può però essere necessario per l'azienda adottare due numerazioni distinte per questioni di praticità. Ad esempio un'azienda potrebbe decidere di elaborare le fatture tramite computer e spedirle attraverso mail ai propri clienti ma potrebbe avere anche l'esigenza di utilizzare un bollettario e produrre fisicamente la fattura mentre si trova da un cliente, in caso di una vendita sperata o inaspettata. In questo caso si può adottare una doppia numerazione per praticità (ci si trova dal cliente e non ci si ricorda il numero dell'ultima fattura emessa) a patto che sia rispettata la progressività. Ad esempio le fatture emesse in modo informatico si possono numerare dalla 1 mentre quelle del bollettario dalla 101 o dalla 1001. In contabilità, di conseguenza, si creano e si compilano 2 registri delle fatture di vendita dis...

Atto di cessione quote S.R.L.

La cessione di quota è un atto solitamente registrato presso un notaio. Con l'utilizzo delle smart card, ora sostituite dalla Carta Nazionale dei Servizi (CNS) distribuite su richiesta dalle Camere di Commercio competenti, si può però procedere alla semplice stipulazione di un atto di cessione di quote tra soci, vecchi e nuovi, senza recarsi dal notaio. Questo documento è registrato telematicamente e successivamente depositato presso il registro imprese. Contestualmente si procede all'aggiornamento del libro soci.

Cessione quote S.R.L.

La quota detenuta da un socio di S.R.L. può essere ceduta al valore nominale oppure può essere stabilito diversamente tra le parti. Se la cessione avviene al valore non nominale, il cedente paga sulla differenza delle imposte. Quindi in caso di ottenimento di plusvalenza il cedente paga su questa delle imposte. Sale of shares S.R.L. The share held by a member of a S.R.L. can be sold at face value, or can be agreed differently between the parties. If the sale occurs at the nominal value, the seller pays tax on the difference. So in case of obtaining gains, the seller pays this tax on this gain.

Riconoscimento royalties

All'interno di una società può esserci un accordo tra le parti per effetto del quale un socio può farsi riconoscere delle royalties sul fatturato. La premessa di questo accordo può essere ad esempio il fatto che il socio in questione è colui che ha ideato il prodotto o il servizio oggetto stesso dell'attività sociale. Le parti possono decidere di riconoscere tali royalties su tutto il fatturato oppure solo sul fatturato estero piuttosto che su quello inerente il mercato nazionale. Per farsi riconoscere queste royalties il soggetto ha due opzioni: Se in possesso di partita IVA il soggetto, per farsi riconoscere le royalties, emette regolare fattura con dicitura: compenso per royalties ecc.. Se il soggetto è persona fisica senza partita IVA allora si fa una ricevuta del compenso spettante per il riconoscimento delle royalties e si applica la ritenuta d'acconto del 20% solo sul 75% del compenso spettante e non sul 100%. Recognition royalties Within a company there m...