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Acquisto stufa a pellet: quale legge indicare per la detrazione

Acquistando una stufa a pellet si può oggi richiedere una detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, come fare? Anzitutto, oltre alla fattura del fornitore che vi ha venduto la stufa occorre presentare, a chi vi redige il 730, e allegare allo stesso anche copia del bonifico con cui avete pagato la stufa stessa. Attenzione qui alla causale da indicare! Recatevi in banca e chiedete di fare bonifico che indichi il riferimento alla legge per la quale chiedete la detrazione. Alcune banche non hanno aggiornato i propri gestionali e propongono riferimenti a leggi non più in vigore. Voi avete invece due opzioni:
- legge 296/2006 per avere la detrazione del 65% in riferimento al risparmio energetico
- art. 16/bis del TUIR se invece richiedete la detrazione del 50% in riferimento alla ristrutturazione
Nel primo caso (legge 296/2006) dovrete inviare all'enea di Pescara la classificazione energetica della casa (metratura, cubatura, tipologia pavimenti e serramenti ecc.) effettuate da un perito (geometra, ingegnere) con calcolo dell'effettivo risparmio energetico. Questi sono dati da inviare ai quali non segue controllo ma obbligatori al fine della detrazione e la perizia va pagata e può essere detratta. Avrà quindi senso richiedere il 65% in caso di lavori di maggiore entità visto il costo extra della perizia. Inoltre dovrete allegare anche la certificazione della classe energetica della stufa a pellet.
Nel secondo caso basterà invece allegare la semplice certificazione della classe energetica della stufa a pellet. Questa certificazione, come nel caso sopra, deve attestare che la stufa ha una resa superiore al 70%.

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