Passa ai contenuti principali

Se apro partita iva? (1)

A tanti viene in mente questa domanda, sia che abbiano già un lavoro sia che non ce l'abbiano.
Oggi c'è la possibilità di usufruire del regime dei minimi, lo chiamerei dei super minimi! e' un regime fiscale di sicuro vantaggio creato ad hoc per cercare di limitare la dilagante disoccupazione italiana.
Magari ne avete già sentito parlare, ad ogni modo vediamo velocemente le caratteristiche e i requisiti:

caso 1 - nuova apertura di partita iva.
Mettiamo il caso che oggi decidiate di aprire la vostra partita iva.
Se avete i seguenti requisiti allora potete usufruire del regime agevolato:

- nel triennio precedente non dovete aver esercitato attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare

- non state proseguendo un'attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel praticantato professionale.
Questo requisito non si applica a quei contribuenti che dimostrino di essere disoccupati o in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà.

caso 2 - partita iva già attiva.
Se avete già una partita iva potete rientrare in questo regime se:

- se avete aperto la partita iva dopo il 31/12/2007, in sostanza quindi se la vostra partita iva è datata dal 2008 in poi.

- se nell'anno precedente non avete conseguito ricavi o compensi superiori a 30.000 euro. Questo limite non va superato anche se si prosegue un’attività svolta in precedenza da un altro imprenditore o professionista

- se nell'anno precedente non avete avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (inclusi quelli a progetto)

- se nell'anno precedente non avete effettuato cessioni all'esportazione

- se nell'anno precedente non avete distribuito utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro

- nel triennio precedente non avete effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria


Commenti

Post popolari in questo blog

Rimborsi chilometrici con IVA

Le spese sostenute per nome e per conto del cliente sono fatturabili senza IVA. Infatti, secondo l'art. 15 della legge IVA (D.P.R. 633/72), solo le spese che sono anticipazioni per nome e per conto del cliente possono essere riportate in fattura senza IVA mentre le forfettizzazioni di spese devono essere ivate. Faccio due esempi: 1)Quando il commercialista deposita il bilancio d'esercizio sostiene un costo per nome e per conto del suo cliente quindi inserisce tale costo in fattura senza ivarlo. Quindi vedremo scritto € 127,00 senza IVA secondo quanto disposto dall'art. 15 del D.P.R. 633/72 perché la Camera di Commercio competente addebita tale importo allo Studio. 2)Quando invece un'azienda inserisce in fattura un rimborso spese chilometrico deciso forfait (ad esempio 0,20 € per km percorso) deve ivare tale costo se non ha a disposizione un piè di lista attendibile con intestazioni corrette delle relative fatture. L'importo va ivato perché non ci sono documenti c...

Dare e avere sull'estratto conto bancario

Nell'estratto conto di banca troviamo in dare i movimenti che si riferiscono al denaro che esce dal conto corrente, mentre in avere abbiamo i movimenti che indicano il denaro versato e quello presente sul conto corrente. In dare troviamo il denaro a debito dal punto di vista del correntista mentre in avere si trova il denaro a credito. Rispetto le scritture contabili che movimentano il conto banca si rileva una situazione opposta non avendo in avere le uscite di banca e in dare le entrate. Questo dipende dal punto di vista di chi compila l'estratto conto e cioè la banca. Per la banca i nostri soldi depositati rappresentano un debito che essa ha nei nostri confronti mentre la restituzione dei soldi, ossia le spese che noi affrontiamo, diminuiscono tale debito.

Esempio di calcolo delle imposte anticipate sull'avviamento.

Poniamo di avere un avviamento da iscrivere in bilancio per 100.000 euro. Decidiamo di ammortizzarlo in 5 anni, quindi avremo 100.000/5 = 20.000 in bilancio. Dal punto di vista fiscale invece la deducibilità sull'avviamento è ammessa nell'ordine dei 1/18 all'anno. Quindi possiamo dedurre fiscalmente 100.000/18 = 5.555,56 euro. Sulla differenza tra 20.000 e 5.555,56 calcolo le imposte anticipate. In bilancio quindi, alla voce imposte anticipate, ponendo un'aliquota del 31,4%, scriverò per 5 anni: 14.444,44 (31.4%) = 4535,56 euro. Alla fine dell'ammortamento, all'anno 6, inizierò ad avere variazioni in diminuzione del reddito fino all'anno 18 per la quota di ammortamento pari a 1/18 quindi 5.555,56.